Progetto Malghe in Rete 2018-11-02T09:43:51+00:00

Progetto Malghe in Rete

Il progetto “Malghe in Rete” nasce con l’obiettivo di valorizzare i comprensori d’alpeggio della sponda bresciana del Lago d’Iseo, pubblicizzando al contempo le attività ed i prodotti tipici delle malghe presenti su questo territorio dalle peculiari caratteristiche culturali ed ambientali.

L’approccio al progetto, predisposto da Comunità Montana del Sebino Bresciano e Consorzio Forestale – Sebinfor, mira a cogliere i variegati aspetti che connotano l’area del Sebino e si è concretizzato nella realizzazione di un trekking escursionistico che possa collegare tutte le malghe e gli alpeggi del comprensorio, creando un percorso di rete che valorizzi al contempo anche i rifugi, le trattorie e gli agriturismi della zona.

Lo studio del territorio si è basato principalmente sul rilievo dell’assetto vegetazionale e strutturale dei boschi, della consistenza floristica dei pascoli e della fauna selvatica.

Anello 1 – Punta Almana

Seguendo il “Sentiero della Resistenza Brigata Barnaba”, si raggiunge la località Pezzuolo e da qui si procede per il sentiero 3V, che sale alla Croce di Pezzuolo.
Il sentiero prosegue ora a sinistra lungo la cresta e dopo circa 30 minuti di aereo cammino giunge in uno dei punti più panoramici del Sebino, la croce di vetta della Punta Almana.
Scendendo dalla cima dell’Almana in direzione nord-est si perde quota per circa una ottantina di metri e si raggiunge una panchina in legno posizionata nei pressi dell’incrocio con il sentiero 326.
Girando a destra si imbocca il sentiero e si percorrono in lungo traverso i prati del versante est dell’Almana; giunti sull’evidente dosso che si protende in direzione della Val Trompia si lascia il sentiero 326 e si scende lungo la cresta in direzione est.
Raggiunta una sella dopo circa 10 minuti di cammino, si devia a sinistra ad imboccare la valletta che scende in direzione di Ronchi di Casere e si percorre il sentiero sino a collegarsi con la strada forestale sottostante nei pressi di una presa dell’acquedotto. Da qui si prosegue a sinistra verso l’alpeggio di Casere e Passo Spino.
Lungo la strada si incontrano nell’ordine Malga Ronchi di Casere e Malga Casere per poi riprendere quota sino a Passo Spino e verso Forcella di Sale.
Nei pressi della forcella si trova un noto punto di decollo per parapendii. Da qui con una ripida mulattiera ciottolata si scende rapidamente verso la località Noase, a fianco della cascina si imbocca la “strada della schiena” che scende fino a Nandovere.
Si prosegue ora in ulteriore discesa in direzione di Varzà; raggiunto l’agriturismo si scende nella vicina valle di Vigolo per attraversare il torrente e risalire sull’opposto versante sino alla strada asfaltata che ci riporta a Portole.

  • Tempo di percorrenza: 5 ore
  • Lunghezza: 11.600 m
  • Dislivello: Salita + 1.000m

  • Dislivello: Discesa – 1.000m

  • Difficoltà: Escursionistico E
  • Punti di Appoggio:
    M.ga Casere, M.ga Ronchi di Casere, Trattoria Portole, Trattoria Pastina, Agriturismo Varzà.
  • Punti di Interesse:
    Portole, Croce di Pezzuolo, Punta Almana, Forcella di Sale, Varzano.

Anello 2 – Monte Guglielmo

Seguendo il sentiero CAI 290 si abbandona la carrareccia al primo tornante e si prosegue lungo la mulattiera che porta in c.a. 15 minuti ai 1.300 m s.l.m. della località Malpensata. Qui si ripercorre per un breve tratto la strada sterrata per poi imboccare a sinistra l’irto sentiero 3V, molto panoramico, che ci porterà in breve a Malga Guglielmo di sotto.

Un percorso alternativo, più lungo ma meno ripido, continua invece lungo la strada e raggiungendo gli ampi tornanti della “Volte di Pilato” ci conduce ugualmente alla malga. Continuando lungo il sentiero 290-3V dalla malga Guglielmo di sotto si arriva a Malga Guglielmo di Sopra, a quota 1.745 m s.l.m., dove nell’annesso spaccio aziendale da giugno a settembre è possibile assaggiare ed acquistare i prodotti tipici dell’alpeggio. Un ultimo ripido tratto conduce al Rifugio Almici, punto di ristoro più prossimo alla vetta del Monte Guglielmo ed aperto, con servizio di ristorante e pernotto, da maggio a ottobre.

La vetta del Monte Guglielmo ed il monumento al Cristo Redentore sono facilmente raggiungibili dal rifugio in circa 10 minuti di cammino. Una volta ammirati i bellissimi mosaici che ornano i quattro lati del monumento ed il panorama, che spazia ad ampio raggio dal Monte Bianco al Monte Rosa, dall’Adamello al Bernina, dal Lago d’Iseo al Lago di Garda, si torna sui propri passi sino al rifugio per poi seguire il sentiero 207 fino alla Malga Palmarusso di Sopra.

Imboccando la carrareccia si giunge alla pozza del Culmine dove si prosegue per il sentiero 227, che conduce alla Malga Palmarusso di Sotto; si segue la strada verso nord e giunti al primo tornante deviamo a sinistra sul sentiero che porterà fino al roccolo della Caravina, posto a 1.600 m s.l.m. Seguendo la panoramica dorsale percorsa dal sentiero 207 si raggiunge in discesa il roccolo delle Tredici Piante, per poi piegare verso sud seguendo il tracciato del sentiero 230, noto anche come “Sentiero dell’Uccellatore” sino alle Cascine Culme, passando per i maestosi boschi di Faggio e gli ampi maggenghi. Continuando per il Sentiero dell’Uccellatore ci si addentra in una fantastica fustaia di Abete rosso al termine della quale si erge una casetta incastonata tra le rocce della Corna Frere.

Proseguendo si arriva ad intersecare la strada che da Zone risale la Valle di Gasso e che conduce sino al punto di partenza al rifugio Croce di Marone.

Il percorso ad anello n°2 di Malghe in Rete “Monte Guglielmo”, termina così dopo sei ore e mezza di cammino e 1.118 m di dislivello complessivo in salita.

  • Tempo di percorrenza: 6.5 / 7 ore
  • Lunghezza: 19.200 m
  • Dislivello: Salita + 1.118
  • Dislivello: Discesa –  1.118 m

  • Difficoltà: Escursionistico E
  • Punti di Appoggio:
    Rifugio Croce di Marone, Trattoria Malpensata, Rifugio Almici, M.ga Ortighera, M.ga Monte Guglielmo, M.ga Palmarusso, M.ga Agolo.
  • Punti di Interesse:
    Volte di Pilato, Monumento al Cristo Redentore, Corno del Bene, Tredici Piante, C.ne Culme, Paghera di Tress.

Anello 3 – Tredici Piante

Dal parcheggio del cimitero di Zone si scende al ponte sul torrente Nembre, percorrendo il breve tratto di sentiero che collega le due aree di sosta esistenti. Attraversato il ponte si imbocca il sentiero CAI n°227 che sale verso il Guglielmo seguendo la Val Vandul.

Superate le cascine di Pure si mantiene la destra entrando nel bosco e percorrendo il caratteristico “Sentiero degli Gnomi”, lungo il quale si incontrano numerose sculture lignee, intagliate nelle ceppaie di Abete rosso e raffiguranti personaggi fantastici che popolano i boschi delle fiabe. Raggiunto il bivio che porta alle cascine Culme si tiene la strada di sinistra, fino ad arrivare a Casentiga passando per Presèl. Si prosegue in ulteriore salita sino ai pascoli di malga Palmarusso di Sotto e raggiunti il Giogo della Palla e la pozza del Culmine si è in vista del Rifugio Almici, poco sotto la vetta del Monte Guglielmo.

Arrivati al rifugio si continua con un lungo traverso in direzione di malga Palmarusso di Sopra e sempre a mezzo versante si giunge alla Punta Caravina. Si scende ora verso sinistra, lungo il crinale che in direzione nord-ovest ci conduce sino ai pascoli di Agolo ed alle Tredici piante, caratteristico roccolo in quota ben noto in zona.

Si prosegue in discesa lungo la strada forestale sino alla malga Aguina per poi imboccare la capezzagna che scende verso il Campo delle Rape. Prima di raggiungere tale località si devia a sinistra ad un tornate per imboccare il sentiero che, con una scorciatoia nel bosco, ci conduce a sbucare proprio alle spalle della cascina a Croce di Zone.

Seguendo le indicazioni presenti si prosegue lungo la strada acciottolata che percorre la Valorbes e che, nei pressi della chiesetta del Disgiolo, conduce alle tracce dei dinosauri, recentemente rinvenute su una placca rocciosa a margine della strada.

Ancora pochi minuti di cammino e si ritorna verso l’abitato di Zone raggiungendo il parcheggio di partenza.

  • Tempo di percorrenza: 5.5 / 6 ore

  • Lunghezza: 15.800 m

  • Dislivello: Salita + 1.190 m

  • Dislivello: Discesa – 1.190 m

  • Difficoltà: Escursionistico E

  • Punti di Appoggio:
    M.ga Palmarusso di sotto e di sopra, M.ga Aguina, Rifugio Almici, Agriturismo e Az Agricola Bianconiglio.
  • Punti di Interesse:
    Bosco degli Gnomi, Casentiga, Corno del Bene, Monumento al Cristo Redentore, Punta Caravina, Roccolo delle Tredici Piante, Orme fossili in località Disgiolo.

Anello 4 – Punta Caravina

Posteggiata la macchina al largo parcheggio all’imbocco della strada sterrata che conduce al Roccolo Laini, si ritorna brevemente indietro a Passabocche, per poi scendere un breve tratto di strada asfaltata sino al primo tornate. Da qui si scende a sinistra nel sentiero che attraversando il bosco raggiunge i prati a monte di Stalla Vecchia e poi cascina Casarole.

Si prosegue lungo la strada forestale (sentiero CAI n° 208) che a mezzacosta attraversa il Dosso Scodellaro, sino a raggiungere una piccola casina posta su un evidente dosso. Si gira a sinistra lungo la strada, che presto si restringe sino a divenire sentiero, e si raggiunge il bivio per malga Aguina. Si tiene a sinistra seguendo il tracciato principale ed in costante lieve salita si attraversano i fitti boschi a nord del crinale che collega Agolo a P.ta Caravina.

Dopo circa venti minuti di cammino si raggiungono i pascoli di malga Agolo nei pressi del roccolo delle Tredici Piante, dove si incrociano gli altri percorsi ad anello del progetto Malghe in Rete. Si prosegue verso la malga Agolo e attraversando i pascoli intorno al fabbricato si segue il tracciato del “Sentiero dell’Uccellatore” CAI n° 230. Con un lungo traverso in direzione sud si raggiunge cascina Presèl e da qui si sale a Casentiga.

Si prosegue in ulteriore salita sino ai pascoli di malga Palmarusso di Sotto e raggiunti il Giogo della Palla e la pozza del Culmine si è in vista del Rifugio Almici, poco sotto la vetta del Monte Guglielmo.

Arrivati al rifugio si continua con un lungo traverso in direzione di malga Palmarusso di sopra e sempre a mezzo versante si giunge alla Punta Caravina. Valicato il crinale, con un ripido sentiero si perde quota sino al rifugio Medelet.

Imboccata l’ampia strada forestale antistante al rifugio si scende in meno di mezz’ora al parcheggio dove si è lasciata la macchina.

  • Tempo di percorrenza: 5.5 / 6 ore

  • Lunghezza: 13.600 m
  • Dislivello: Salita + 810 m

  • Dislivello: Discesa – 810 m

  • Difficoltà: Escursionistico E

  • Punti di Appoggio:
    M.ga Agolo, M.ga Palmarusso di sotto e sopra, Rifugio Almici, Rifugio Medelet.
  • Punti di Interesse:
    Passabocche, Roccolo delle Tredici Piante, Casentiga, Corno del Bene, Punta Caravina, Medeletto.

Anello 5 – Val Palot

Lasciata l’automobile nell’ampio parcheggio antistante il ristorante Duadello, di fronte all’omonima pista da sci, si ritorna indietro per un breve tratto di strada asfaltata sino alla trattoria Stella. Si prosegue in leggera discesa e si imbocca a destra la deviazione per Alpi. Camminando a lato del torrente si giunge in prossimità di una svolta a sinistra, dove si lascia la strada asfaltata per imboccare a destra la strada forestale in terra battuta in leggera salita. Al bivio successivo si gira ancora a destra e si segue il sentiero che risale lungo il Dosso delle Bratte, fino ad intersecare una nuova strada forestale con adiacenti aree sosta attrezzate con tavoli.

Si prosegue a sinistra seguendo la strada e salendo nel bosco si raggiungono, nei pressi di un capanno di caccia, i pascoli di malga Foppa alta. Con una breve sosta alla malga, con il monumentale Faggio nelle vicinanze, si gira verso sud e lungo la strada a mezzacosta si raggiunge malga Foppa bassa e poi rapidamente il Colle di San Zeno, importante valico di collegamento tra la val Palot e la valle Trompia.

Dal piazzale del ristorante si prosegue tenendo il filo di cresta sino alla malga Foppella ed all’annesso agriturismo, si prosegue ancora lungo l’ampio sentiero salendo sino a malga Gale. Da qui, con comodo e pianeggiante sentiero, si attraversano i versanti a nord del Dosso Pedalta e passando per l’omonima malga si arriva al vicino Rifugio Medelet. Si scende ora lungo la strada forestale che conduce a Passabocche, raggiunto un bivio con vicino ampio parcheggio si gira a destra in direzione del Roccolo Laini, uno dei più belli del Sebino, non più utilizzato per la caccia ma mantenuto in perfetta conservazione dai proprietari.

Scendendo in direzione sud lungo l’ampia strada forestale che attraversa le fustaie di Faggio e Abete rosso, si raggiunge l’alveo del torrente Palotto, si gira a sinistra seguendo il tracciato principale e, costeggiando il torrente si ritorna con una riposante passeggiata sino al parcheggio del Dualdello, punto di partenza di questo percorso.

  • Tempo di percorrenza: 5.5 / 5 ore
  • Lunghezza: 15.200 m
  • Dislivello: Salita + 700 m

  • Dislivello: Discesa – 700 m
  • Difficoltà: Escursionistico E

  • Punti di Appoggio:
    Trattoria “Duadel”, Albergo – Trattoria “La Stella”, Trattoria “Colle di San Zeno”, Agriturismo e M.ga Foppella, Rifugio Medelet, M.ga Foppa bassa e alta, M.ga Gale, M.ga Medelet.
  • Punti di Interesse:
    Valle di Palotto, boschi del Dosso delle Bratte, Colle di San Zeno, Roccolo Laini.